Perdere è una questione di metodo

Archivio per la categoria ‘Meditazioni inutili e disfattiste.’

Caro PD/2.

Caro PD, è la seconda  volta che ti scrivo nel giro di qualche mese. Sono volati gli stracci, e va bene, abbiamo preso atto, del resto non c’era altro da fare…ma non è servito a molto costringere Uolter ad andarsene, considerato che tutti gli altri sono rimasti  lì, allineati e coperti, come se tutte le colpe fossero di quell’uno e soltanto sue….Forse dovreste un po’ vergognarvi, voi che siete rimasti a dirigere, perchè è evidente che non sapete neanche da dove si comincia, considerato che anche oggi avete fatto la vostra brutta figura quotidiana a proposito del testamento biologico, dividendovi, come sempre, facendo dei distinguo, come sempre, deludendoci, come sempre.

In questo devo dire, caro PD, non ti batte nessuno. Le nostre aspettative nei tuoi confronti sono talmente basse , ormai, che sembra quasi impossibile deluderle, ma non si sa come, tu ci riesci comunque.Forse, caro PD, dovresti guardarti un po’ attorno. Forse dovresti capire che noi, quelli lì che ti dirigono, non vogliamo più vederli neanche dipinti, forse dovresti incominciare a chiederti se non è ora di fermarsi nell’opera di distruzione che invece sta raggiungendo la violenza di Katrina, forse dovresti incominciare a fare i conti, quelli veri, non quelli delle poltrone , e renderti conto che in questo miserabile, devastato paese esiste ancora un quaranta per cento di gente che non ha votato il governo che ormai non governa ma impera indisturbato, forse dovresti chiederti cosa farne di questa potenzialità, forse dovresti smetterla di disgustarlo questo quarantapercento , forse dovresti chiederti che cosa puoi proporre a questo triste, silenzioso,vinto quarantapercento. Sarebbe un tuo dovere, caro PD. Sarebbe una priorità.

E forse sarebbe anche l’ora di incominciare a chiederti dove sei, a chiederti se non è il caso di rimboccarti le maniche e di costruire un nuovo modo di fare politica, di fare cultura, di riportare la gente a un minimo di civiltà. Perchè è vero che sei stato sfigato, caro PD, non potevi scegliere momento peggiore per venire alla luce. E’ vero che così sgangherato come sei, nel gioco che si è giocato negli ultimi dodici mesi del tutti contro tutti, non potevi che finire in un cantuccio a balbettare….ma è anche vero che se negli ultimi vent’anni questo paese è tornato ad essere, pian piano, un passo dopo l’altro, la schifezza che è,  la colpa è anche e soprattutto delle forze che ti hanno dato vita, la colpa è della loro cecità, della loro insipienza, della loro incapacità di vedere il baratro che si stava aprendo sotto i loro piedi, di non aver saputo o voluto fermare la corsa al vuoto culturale, al nulla, di non aver costruito un progetto comune di civiltà, di modernità, di rispetto reciproco. Di non aver dato alla gente un segnale di serietà, di non avere mai dimostrato come non si deve diventare.

E allora, poichè i responsabili di quelle forze sono ancora lì a “dirigere, penso caro PD che forse sarebbe ora di mandarli a casa. Perchè forse continuano a non aver capito nulla. Perchè forse qualcosa devi anche a noi. Perchè non abbiamo più voglia di arrivare a casa, la sera, e leggere sull’hp di Repubblica che il PD si è diviso sul testameno biologico, oggi, e domani chissà su cos’altro…perchè siamo stanchi e arrabbiati e di queste buffonate non ne possiamo più.

Stai attento, caro PD, perchè il quarantapercento che non ha votato per il vincitore non sono noccioline.

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Una sera un po’ così.

Una sera un po’ così, di quelle che nemmeno un margarita bevuto in anticipo ( cavolo, è solo martedì!) riesce a rendere più vivace. Non ho più l’età di star sveglia fino a tardi , evidentemente, e oggi  sento la stanchezza di troppe notti insonni…..e d’improvviso guardo tutto da lontano( e scopro che quello che vedo non mi piace lo stesso).

Facciamo che è solo una serata un po’ storta, un po’ sgangherata, di quelle che è meglio acchiappare il libro in lettura e fuggire  in un altro mondo, dove niente e nessuno può trovarmi. Irrangiungibile.

Ah, guai se mi togliessero questa via di scampo. Guai. I libri mi hanno sempre salvato la vita e riportata al mondo più serena, perchè comunque mi hanno sempre regalato occhi nuovi e limpidi per guardare.

Speriamo che non facciano un decreto legge per abolire la letteratura.

I miracoli.

Non ho letto giornali, oggi, come mi ero promessa di fare, ma un’occhiatina a repubblica online è sfuggita comunque, e non posso fare a meno di scrivere ancora una volta quanto mi sembra indegno quello che sta succedendo. Indegno l’uso che si sta facendo di un dramma per puri fini politici, inaudita la continua intromissione della Chiesa nei nostri affari privati, discutibile l’affermazione che bisogna curare i malati facendo intendere con questo che il padre di Eluana non ha spirito caritatevole nemmeno nei confronti di sua figlia, e che Eluana è semplicemente gravemente malata, e non un vegetale tenuto in vita artificialmente. E i miracoli, poi? Dove li mettiamo i miracoli? Bisogna che tutti ci credano ai miracoli, per amore o per  forza.

Sennò, per decreto.

Post inutile.

Un sabato grigio e inquieto, ancora stordita dalle notizie di ieri, anzi sconvolta, per l’uso spregiudicato che la politica sta facendo del dolore altrui, per le scandalose parole di questo premier davvero piccolo piccolo, per il tentativo di mettere nero su bianco, una volta per tutte, che la magistratura, con le sue sentenze, può andarsene a spigolare, tanto è il potere esecutivo che decide, ormai, in spregio alle regole, e quando non piacciono a questo manipolo che comanda, le si cambia e chi se ne frega della Costituzione.Le frasi, indecenti , che questa disgrazia fatta uomo , ha pronunciato ieri, l’hanno definito, se ce ne fosse stato ancora bisogno, per quello che è….La Chiesa, poi, ingombrante e insopportabile, tanto vale , la prossima volta, votare direttamente per il Papa e non se ne parla più. Sono stanca, stufa, confusa, arrabbiata e triste. Vorrei svegliarmi e scoprire che è stato solo un incubo, che tutto quello che negli ultimi anni ci ha portati fino a qui è esistito solo nella mia mente perversa. Ma non è così. E anch’io, alla fine, non valgo niente, perchè invece di essere sotto il palazzo del potere a protestare, stamattina, sono qui a lavorare e a fare la mia solita piccola, stronza , pausa caffè.

Caro PD.

Voglio scrivere una breve lettera al PD, stasera, a quell’insieme di persone, di apparato politico ,che è diventato un partito. Scrivo pensando alle loro facce, che oggi improvvisamente mi sembrano troppo pallide( forse è Obama, troppo abbronzato, chissà). Racconto di me, caro PD, altrimenti forse non mi si capisce tanto.Ho militato nel PCI senza essre comunista nè atea, ho   creduto fortemente nella svolta della Bolognina, ero presente, come delegata, all’ultimo congresso del PCI e alla nascita del PDS poi DS.Sono stata in consiglio comunale e poi assessore portando quella maglietta. Ci credevo.E’ stata un’esperienza bella e difficile, per una donna testarda come me.  Poi ho smesso di fare politica attiva, perchè stava per venirmi l’ulcera, però ,prima  di lasciare , a qualcuno l’ho fatta venire davvero. Ho creduto nell’Ulivo, mi sembrava un’esperienza che poteva solo arricchirci, tutti quanti. Quanti bei discorsi sulla diversità che diventa ricchezza, sull’apertura al nuovo, a una fantomatica società civile che ci avrebbe contaminato, rendendoci migliori. Poi, è andato in malora anche l’Ulivo..e il giorno delle primarie del PD ho passato ore d’inferno per impedire a me stessa di andare al seggio, per non lasciarmi coinvolgere, per non partecipare ,e quando finalmente quella giornata è passata ho tirato un sospiro di sollievo. Ce l’avevo fatta a vincere il mio senso del dovere, il richiamo dell’appartenza,la voglia fortissima di esserci, di partecipare.Ma volevo prima vedere le carte, stavolta. E poi…poi è venuto il giorno di Mastella, il giorno in cui il Professore ci ha insegnato come si fa ad andarsene dignitosamente, facendosi sbeffeggiare in Parlamento da un branco di cafoni travestiti da onorevoli. E’ cominciata la campagna elettorale, la corsa al deragliamento totale, tra deliri e bagni di folla. E ho, contro ogni previsione e fuori dall’intelletto, sperato. Com’è finita, è storia recente. Ma dopo la sconfitta, brutale e senza alcun appello, beh, caro PD, eri troppo giovane per vincere le elezioni, ma forse potevi incominciare a crescere. Potevi tirarti su e magari accennare qualche passo, potevi iniziare un percorso, potevi diventare non dico un partito così di colpo ma qualcosa di simile, una forza che alla fine della strada avrebbe anche potuto essere meglio di un partito. Invece no. Invece continui ad essere un insieme di gente che usa qualunque argomento per consumare la propria resa dei conti. Sempre, comunque. Davanti a qualunque problema, discussione, scelta da fare o da non fare, tu scegli sempre di non fare nulla . Perchè altrimenti rischi di perdere i pezzi per strada. Perchè ti manca una cosa fondamentale ed è il coraggio di rischiare. Dentro di te si agitano troppi interessi di potere personale e di logiche politiche. Persino ieri,sul tema del testamento biologico, che non è una roba sofisticata per pochi, è una cosa che interessa tutti e anche molto, che è drammaticamente sotto gli occhi di tutti, in questo particolare momento, hai preferito non decidere da che parte stare.Non ci si conta mai no? potrebbero venir fuori delle brutte sorprese. Allora è meglio stare fermi. Clap clap clap. (Sono applausi). Al mio paese questo si chiama non assumersi delle responsabilità caro PD. E io, che non ho partecipato alla tua fondazione ma ti ho votato mi aspettavo che te le assumessi ,delle responsabilità. E su questo argomento specifico, volevo fortemente che te le assumessi. Ma tu, no. Continui imperterrito a barcollare, a cianciare di equilibri interni e cose così. Meschinità di palazzo. Perciò alla fine lascerai che siano gli altri a dettare l’agenda anche su questo argomento. A te non importa lottare per consentire alla gente di scegliere di morire dignitosamente. Hai altri problemi, altre posizioni da difendere. Peccato.Hai perso un’altra occasione. Lo so, è una lettera qualunquista, in fondo. Ma sono una persona qualunque, caro PD.

I sogni degli altri…

Ieri sera guardavo su repubblica online le foto del viaggio in treno del Presidente eletto Obama. Guardavo le foto della folla che aspettava il passaggio di quel treno, guardavo la gioia sul volto della gente, li guardavo salutare un sogno.

Ecco, io non so se Obama riuscirà a incarnare davvero quel sogno, non so se sarà o no un buon Presidente, non so se la sua elezione è stata un bene per gli Stati Uniti e il mondo intero. Non so, non posso sapere.

Però, guardando quelle foto, quei volti, quella gioia piena di speranza ho provato una fitta d’invidia incredibile. Anche noi avremmo bisogno di speranza, anche noi avremmo bisogno di credere di poter cambiare, almeno un po’, questo paese. Anche noi avremmo bisogno di pensare che domani, forse, avremo costruito un Paese più giusto.

Sì,  avremmo bisogno di quella speranza.

E rendersi conto di non avere nulla, neanche un brandello di possibilità, neanche un sogno piccolo piccolo, rende ancora più triste questo grigio lunedì di pioggia.

Buona settimana, e buon caffè.

Segnali di fumo, o no?

Ecco, il primo giorno del nuovo anno se ne va e noi qui, ad assistere impotenti, come sempre, ai massacri , quasi ordinaria amministrazione, ormai…

……il solito discorso di fine anno, importante e anche intelligente, del nostro Presidente, ma chi lo ha ascoltato davvero? Siamo diventati ciechi e sordi, pian piano, quasi senza accorgercene.

……il solito  povero cristo morto (meno male, solo uno) vittima della stupidità infinita dei botti e delle pistole usate per far rumore,quasi come se sparare un colpo fosse un modo per dire a se stessi di esser vivi più degli altri, e che se ne importa se qualcuno ci lascia la pelle…

….e il Papa offre il contributo della Chiesa per promuovere un ordine mondiale degno dell’uomo…chissà cosa intendeva dire, spesso l’idea che ho io della dignità dell’uomo contrasta molto con quella della Chiesa….,

………intanto ci dicono che partono i saldi e ci invitano ad andare a spendere gli ultimi spiccioli, facendoci l’occhiolino.

Mi è sembrato un giorno particolarmente triste, di quella tristezza disarmata e stanca che non è certo un buon modo per guardare avanti.

 Facciamo che è solo un dopo sbornia, va’.

Lettera al Nuovo Anno.

La piccoletta se n’è andata a Milano, a festeggiare il capodanno da amici e poi se ne tornerà a BO, alle sue cose usuali,e io me ne sto  qui, a blogheggiare, domani niente lavoro….e poi ,la sera, solita cena , giusto perchè è l’ultima sera dell’anno.Ovviamente, sono un po’ malinconica e allora ho pensato di scrivere una letterina al nuovo anno, come una volta si scriveva a babbo Natale, giusto due righe, poche cose per il nostro viaggio….

Un po’ di serenità, per favore, per noi e per tutti quelli che amiamo e anche per quelli che no.

Un po’ di amore, di rispetto,di solidarietà, perchè i barboni che muoiono di freddo perchè gli buttano via le coperte ci fanno sentire malissimo e ci vergogniamo di essere vivi.

Un po’ di speranza, fosse anche un solo, faticoso  sorriso.

La dolcezza di un abbraccio , il calore di un affetto sincero, una mano che riesce a tendersi attraverso il tempo e lo spazio e ci arriva al cuore.

E, infine, un po’ di pace, caro Anno Nuovo.

 Quella pace che ci nasce dentro e che rimane anche solo un poco a scaldarci il cuore solo se intorno a noi il mondo diventa un tantino migliore. Non pretendo chissà che, magari solo che non succedano cose così….gaza85-300×1981.jpg

E allora, caro Anno Nuovo, fa’ un piccolo, piccolissimo sforzo.

Questo paese.

Questo paese assurdo e disperato, fatto di bugie e vergogne, dove i soffitti delle scuole crollano e uccidono gli studenti e il capo riesce solo a dire “E’ una fatalità”, come fosse un caso ineluttabile…..questo paese in cui i magistrati di Mani Pulite sono oggi i colpevoli, quelli che” hanno messo fine a 50 anni di progresso”,dove chi ci governa di fronte alla crisi economica dice che “siamo nelle mani dei consumatori”, questo paese che ormai fa pena e tristezza e qualche volta anche paura…. nulla lo scuote più, le coscienze tacciono, tutto passa, due titoli al tiggì oggi e poi domani si passa ad altro…questo paese che ancora amiamo , incredibilmente, perchè ci appartiene, eppure MAI e poi MAI ci riconosciamo nella sua follia, nel suo correre assurdo e irrefrenabile verso il nulla, verso il disastro, come un treno che sta per deragliare.

Questo paese senza memoria e mai peccato fu più grave di questo non ricordare, non riflettere sugli errori, non imparare nulla dal passato, senza umiltà, senza dignità, senza sensi di colpa, senza ricordi e senza storia.

Vorremmo essere altrove, oggi, o raccontarci che non è vero, che non esiste un paese così. Ma è tutto sotto i nostri occhi, così luminoso e visibile e incandescente, che non possiamo nemmeno fingere.No, possiamo solo vergognarci. Se ancora ne siamo capaci.

Non va.

Pessimo umore, voglia di far niente, cielo basso e polveroso.Forse farei bene a chiudermi in casa per un po’, staccare il telefono, internet e tutto il resto e nascondere la testa sotto il cuscino.

 Ah, dimenticavo, non rispondere al campanello, ignorarlo, caso mai suonasse.

Magari appendendo fuori un bel cartello : Si accettano solo  generi di conforto, preferibilmente coccole.

Giornate contromano.

Ne scrivevo qualche giorno fa, su un blog amico, di certe giornate così, un po’ difficili, forse noiose, che ti lasciano un senso d’incompiutezza, e arrivi a sera stanca di tutto e nulla insieme….due passi in città, i negozi già aperti anche la domenica, un aperitivo  ( così questa settimana fanno due) e poi a casa.

Forse sono un po’ inquieta, la laurea della fanciullina si avvicina, poi dovrò andar via , tornare giù qualche giorno perchè il due dicembre è il compleanno di mia madre, mi sembra di avere mille cose da fare e da pensare e poca voglia di tutto.

E così me ne sto qui , a meditare , a sentire il tempo scorrermi tra le dita e fuggirsene via come una folata di vento.

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Troppe domande.

Com’è potuto succedere? noi, la nostra generazione, quelli che hanno sognato e sperato e lottato, quelli che volevano costruire un mondo migliore…come abbiamo fatto santo Iddio ad arrivare fin qui? a permettere a questa gentaglia di distruggere pezzo dopo pezzo quel poco, pochissimo ,che si era riuscito a costruire? come abbiamo fatto a ridurci così,a consegnare ai nostri figli un futuro che non c’è? a circondarci di gente cieca e sorda ai bisogni degli altri, cieca e sorda persino ai bisogni del pianeta? ma come, dove, perchè?

Il tempo.

Non è poi l’autunno a mettermi tristezza, anzi, è una stagione così dolce  che la sua naturale malinconia mi scalda e mi sorride, è il passare inarrestabile del tempo che mi intristisce un po’, è la paura di sprecarlo, sempre e comunque, questo tempo, a farmi tremare il cuore…e così, ogni stagione che finisce, rinnova in me quel timore, quella sottile angoscia di perdermi la vita senza neanche accorgermene.

Che dire?

Pioggia e ancora pioggia e l’estate sembra non voler mai arrivare davvero, si affaccia ogni tanto e sorride, per poi subito nascondersi, sparire. Giorni perduti a rincorrere il vento (De Andrè..incredibile De Andrè), un blitz di A., giusto per non dimenticarci i nostri sorrisi, giorni col viso nascosto dietro un libro a far finta di non sapere, di non sentire. Ogni tanto, una notizia forza il posto di blocco e allora si sputa fuori la rabbia e la vergogna e il risentimento. E ci si chiede perchè dove come quando. Chissà. Si vive, cercando di scansare le cose di tutti i giorni, di non pensare troppo, di coccolarsi tra i libri e i fiori e gli amici , sbattendosi in ufficio come e più di sempre, sbatacchiati qua e là, senza voce per dire, senza risposte per le mille domande, senza più scuse, per nessuno.Passerà, tutto passa.

Forse il sole farà alzare il livello di serotonina e allora le parole verranno, forse anche le parolacce.Adesso stanno qui, chiuse, serrate nel petto, sepolte dalla rabbia e dall’impotenza. Non avevo mai capito appieno il senso della frase<Senza Parole>, non fino ad ora, non fino a questi giorni.

Ah, perchè non so scrivere di poesia o d’amore? mi farebbe star meglio.Dimenticherei forse quello che abbiamo intorno e che, giorno dopo giorno, mi ammutolisce.

Misteri.

Oggi osservavo un gruppetto di due o tre docenti della mia scuola cercare faticosamente le parole per definire, con cautela, la situazione scolastica di uno studente.

Con tristezza mi sono chiesta come, quando e perchè siamo riusciti a trasformare delle belle menti in una categoria di lavoratori socialmente inutili togliendogli ogni entusiasmo e dignità, lasciandoli in balia di alunni maleducati e di genitori stupidi e arroganti.

Senza margarita.

Un venerdì senza margarita…non succedeva da un pezzo. Forse finirò col diventare astemia, chissà. Intanto aspetto notizie per il maxiblog lanciato da twiga… e m’immalinconisco leggendo tutte le disgrazie del mondo e le disgrazie nostre che mi fanno davvero paura. Una volta ho scritto che gli italiani sono orfani di Mussolini credendo di offenderli…sbagliavo. Sono orfani dell’uomo di Neanderthal.

La festa è finita.

Questa lunga giornata volge al termine. Manifestazione anche stamatttina, molto partecipata, per andare poi , con i soliti amici, alla tradizionale festa dell’Unità a mangiare un po’ di carne alla brace e due patatine, e infine una lunga passeggiata nella Val di Vara che, credetemi, è bellissima. Le piogge che tanto ci hanno immalinconito l’hanno resa più verde e brillante che mai. L’idea di aver davanti ancora ben due giorni di vacanza mi fa davvero piacere, più di sempre, anche perchè poter stare fuori al sole, godersi l’aria improvvisamente tiepida di questo fine  aprile non può che farmi bene.

Naturalmente, accendere la tv scatena un mucchio di pensieri cupi e un senso di tristezza che è difficile dominare. Non riesco proprio a guardarli, questi, e i cinque anni sono appena incominciati. Così saltello tra un canale e l’altro per dribblare la faccia finta del nano, non abbastanza in fretta per non cogliere il particolare che la sua stronzaggine l’ha spinto a ricevere Ciarrapico il fascista non pentito proprio oggi, giusto per dimostrarci chi è che comanda. Mi aspettano anni di film e musica e libri. Informazione solo lo stretto necessario, per non sbroccare ogni sera.

Lo so che i miei post sono piuttosto mosci, in questi giorni. Ma è proprio così che mi sento, moscia. Sarà meglio, domani, andarsene al mare. Magari  ritorno a casa pimpante e baldanzosa, chissà.

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Giorni un po’ così.

Detesto questi ultimi giorni prima delle elezioni, mi rubano la vita, perchè mi sembra di essere seduta su un treno che corre incontrollabilmente, insieme a tanti compagni di viaggio che , come me, sanno che tra poco il treno deraglierà e ,come me ,non possono far niente altro che stare ad aspettare che succeda. Magari scambiandosi battute e indirizzando insulti al macchinista impazzito, ma educatamente, con compostezza. Democraticamente.

Vorrei che fosse già finita, per pensare ad altro, tanto alla fine siamo abituati al ridicolo e alle mascalzonate, tanto sappiamo che questo paese ha poca memoria e poco futuro, ce l’ha scritto nel dna, nella carta astrale di nascita, dove vi pare.

Ma lo so già che sarà una ferita bruciante, che ci saranno giorni in cui non accenderò più nemmeno la radio, per non sapere, per sfuggire alle notizie, alle inquietudini, alle rabbie improvvise. Per non pensare che non è il mio futuro quello che va a farsi ………… ma quello di mia figlia, di tanti altri ragazzi a cui non abbiamo saputo regalare altro che un buffone arricchito che cercherà di intorpidirgli il cervello e l’anima definitivamente, che li lascerà a marcire ,precari per sempre, senza muovere un dito.

Piove!!!

Primo giorno di primavera e piove!!! ed è anche freddo.

Non ci facciamo mancare nulla, eh, da nessun punto di vista…

Confusa.

Non riesco a definirmi in altro modo che questo, stasera. Mi  accorgo di non sapere nulla di me, di quello che sono diventata, di quello che vorrei essere…Tra qualche giorno tornerò a trovare mia madre, nella città in cui sono nata e che ho lasciato troppo giovane per averci degli amici o degli interessi qualsiasi. In più, da quando papà è morto ci vado davvero malvolentieri.  Mia madre è una donna poco affettuosa, un po’ egoista. Non mi ha mai guardata davvero, da quando sono diventata adulta. Non mi ha mai chiesto davvero “come stai?”…quando sono laggiù mi sento davvero fuori posto . Non mi piace il loro modo di vivere, il caos di una città che avrebbe potuto essere bella, la reale freddezza dei miei parenti nascosta dietro un’apparente ospitalità. La  freddezza di chi non ti vede anche se ti guarda,  di chi non ti chiede nulla di te, dei tuoi sogni, dei tuoi dispiaceri delle tue delusioni o delle tue gioie. E’ anche per questo che mi pesa tanto andarci, e i miei soggiorni sono brevi e ripartire è un sollievo e una fuga .Ma in queste giornate in cui sto ripensando la mia vita, in cui so che devo rivoltarla di nuovo come un calzino, mi viene da chiedermi come sarebbe stata, la mia vita , se fossi rimasta là dove sono nata. Migliore? Peggiore? chissà. Avrei fatto gli stessi errori?  Mi sentirei ,come stasera, confusa e sola?

A volte, quando sono lì vorrei prendere mia madre per un braccio e scuoterla, dille GUARDAMI, guardami davvero, per una volta. Dire agli altri, sapete, io esisto anche al di fuori di questa settimana, al di fuori di qui, al di fuori di voi. Invece abbozzo, sorrido, m’informo. Cerco di entrare nella loro vita, di condividere qualcosa, ma non c’è verso.

Ma stasera mi chiedo anche chi sono qui, per chi esisto qui, in questa terra che amo profondamente, chi sono per quelli che ho intorno…almeno per loro, esisto davvero?  loro mi vedono davvero? Chissà .

E’ una sera buia e senza un briciolo di stelle, ma buonanotte lo stesso.

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