Perdere è una questione di metodo

Archivio per novembre 4, 2010

Dal blog di Inna

giovedì, 4 novembre 2010
Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri
leggo da oltre una settimana l’accumularsi di dichiarazioni, notizie, intercettazioni e commenti sul suo ennesimo affaire con minorenni ed escort.
Ho ascoltato attentamente le Sue risposte, perché (mi scusi la franchezza) come madre di una bambina il primo istinto, per l’ennesima volta, è stato un conato di vomito e un pensiero poco elegante per una signora. Ho voluto ascoltare le Sue risposte, come la mia educazione sociale, politica e culturale mi impone di fare: sentire sempre tutte le versioni, ascoltare tutti i punti di vista, accogliere sempre ogni difesa.

Ho anche ascoltato gli innumerevoli portavoce che ha, prodigarsi in arringhe difensive di vario genere, cercando di mantenere una parvenza di serietà e ragionevolezza, quasi sempre senza successo.

Ne approfitto, se permette, per suggerirle di rivedere i suoi criteri, durante la prossima campagna acquisti: in tutta onestà, Le devo dire che farsi rappresentare da discutibili personaggi come la Santaché o Gasparri o da presunti giornalisti come Bel Pietro o Rossella, Le nuoce, presidente, quasi più di quanto non faccia Lei stesso o di quanto non facciano le escort.

Il che mi riporta all’origine di questa mia lettera.

Veda, presidente, io ho sentito che Lei ha alternato motivazioni umanitarie (”se qualcuno mi racconta una storia umana drammatica, io sento il dovere di intervenire”) a scusanti poco edificanti (”lavoro ininterrottamente a ritmi vorticosi, se ogni tanto mi concedo una serata di svago non devo giustificarmi”); si è esposto in affermazioni degne di un nazifascista(”meglio guardare in faccia una bella ragazza che essere gay”) e in battute da bar (”ho una ragazza da sistemare”, “mi piacciono la vita e le donne”).

E tutti i suoi servitori…ehm, mi scusi, i suoi portavoce politici, non trovando migliori argomenti, l’hanno giustificata dicendo che lei è uno cui piace scherzare, si sa.

L’ho ascoltata, ho ascoltato tutti e ho pensato di scriveLe perché voglio crederLe: Lei non voleva approfittare di questa ragazzina, non voleva andarci a letto e sicuramente tutte queste escort che parlano hanno vite difficili alle spalle e lei non le accumula come fossero spazzatura anziché donne, solo per farci sesso, ma si preoccupa per loro e di risolvere i loro problemi.

Mi ha convinta!

Per questo, perché voglio crederLe, Le riconosco che questo bisogno incontrollato di prodigarsi per il bene degli altri è davvero un valore aggiunto per il presidente del consiglio dei ministri (le minuscole, temporaneamente e limitatamente al Suo mandato, sono sempre volute, ndr).

E proprio per questo, allora, Le chiedo di dimostrarlo prendendo a cuore e risolvendo anche il problema mio ed, haimé, di milioni di persone in Italia: sa, sig. Presidente, io sono una dipendente di un’azienda che non paga gli stipendi da mesi, che non ci ha versato i rimborsi IRPEF relativi ai 730, che non ha MAI versato i TFR e che ora pare essere sul orlo del fallimento, mentre la titolare, il figlio e il marito, se ne vanno bel belli in giro con maserati, mercedes lunghi metri e metri e suv. Oltre a vivere in una principesca villa, ma questi non sono dettagli che a Lei possano importare: quella che a me pare una macchina stratosferica e una villa esagerata a Lei potrebbero sembrare bazzecole, date le Sue abitudini dispendiose.

Essendo Lei molto interessato e partecipe delle vicende umane drammatiche, potrei intensificare il mio racconto (che, di nuovo, potrebbe essere sostituito o rimpiazzato da vicende umane di milioni di persone in mobilità, disoccupazione o senza lavoro) spiegandoLe che sono una madre sola, che non ho i soldi per pagare il mutuo, che fatico a pagare le bollette e che devo, alla mia età, andare a mangiare dai miei e portarci mia figlia, se non voglio saltare i pasti. Ma temo che anche questi siano discorsi troppo lontani dalla Sua realta, cose che potrebbe accettare solo trasmesse da un documentario mediaset, probabilmente.

Per cui, sig. Berlusconi, arrivo al punto, certa che troverà velocemente modo di far fronte alla richiesta, come da Suo costume: data la mia situazione umana e data la sua notoria disponibilità economica, La prego cortesemente di fare fronte alle richieste che seguono

a. Pagare il mio mutuo 35ennale

b. Trovarmi un lavoro: non serve un ministero, non stia a disturbarsi. Eviterei anche le cariche istituzionali, perché sa, la mia dignità mi impedirebbe di ricoprirne una come merce di scambio e farmi anche vedere in pubblico. Basta un lavoro ben pagato e sicuro, nulla di che: noi comuni mortali abbiamo esigenze modeste

c. costringere i datori di lavoro a riconoscere ai lavoratori tutte le mensilità arretrate: vale per me, ma per chiunque nella mia condizione in Italia, perché veda, presidente, “è un bello schifo che sta gente faccia le budella d’oro” (cito dai modi di dire di mia madre, sempre molto efficaci) e poi fallisca e riapra buttandoci e lasciando nella disperazione centinaia di famiglie.

Infine, una richiesta in più, solo se le resta il tempo e se può: faccia in modo che i pedofili, a tutti i livelli, vadano in carcere e che si butti via la chiave e, sempre se si trova nella possibilità di farlo, impedisca a quel suo portavoce psichiatra ( di cui rimuovo costantemente il nome, per motivi di salvaguardia del mio equilibrio) di prodigarsi in dichiarazioni del genere “si è una minorenne, ma mooolto più emancipata di mooolte 30enni”, perché non fa bene. Non fa bene a nessuno.

Certa di un Suo pronto riscontro.

Una cittadina

Scritto giovedì, 4 novembre 2010 alle 3:08 pm nella categoria Attualità, Popoli e politiche

Alla faccia dell’orgoglio etero

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P.S.Letta su FB :Tiziano Ferro è gay: E allora? Cosa dovremmo dire del fatto che Silvio Berlusconi è Presidente del Consiglio?

P.S.2 Vale anche come penZierino della Sera.

La mafia contro di me

< La mafia contro di me> 

  UAHUAHUAHUAH

Riesce ancora a farmi ridere questo stronzetto pieno di soldi e coi capelli finti.

Buone abitudini

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Buongiorno

Piccola pausa per il solito caffè, la solita occhiata frettolosa ai giornali, il piacere di un po’ di sole dopo le cascate di pioggia dei giorni scorsi, il bisogno di scrollarsi di dosso la malinconia di novembre e la rabbia di sempre davanti alle porcherie e alle ingiustizie quotidiane.

Buongiorno, nonostante.

P.S. Leggete il post qui sotto.

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