Perdere è una questione di metodo

Archivio per settembre, 2008

Buonanotte.

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Lo sfascio.

Una intera giornata a lavorare, prima a una conferenza di servizio insieme al mio preside, sempre più sconsolato, poi in Consiglio d’Istituto fino alle otto di sera. Ma non è questo a deprimermi stasera, quanto aver dovuto ascoltare e parlare e discutere delle novità che la signora ministra sta introducendo nella scuola a colpi di decreto. Intanto c’è da dire che la scuola primaria italiana ( si chiamerà di nuovo elementare? chissà) è l’unico ordine di scuola ancora funzionante in Italia, l’unica che può vantare livelli europei…e non a caso è proprio sulla scuola primaria che la signora ministra sta intervenendo massicciamente, applicando alla scuola la regola dell’immondizia. Seppelliamola e non se ne parli più. 

Premetto che non sono un’insegnante ma una direttrice amministrativa e quindi non mi indigno per corporativismo, nè per paura di perdere il posto di lavoro. Mi indigno perchè con un colpo di spugna, o un calcio sui denti, chiamatelo come vi pare, hanno ucciso la scuola. Definitivamente, stavolta.E, uccidendo la scuola, hanno ucciso il futuro, la ricchezza, la speranza del domani. Noi abbiamo scoperto, negli ultimi quaranta anni che anche il figlio del netturbino può diventare un medico. E’ una cosa banalissima da scrivere e pensare ma, datemi retta,questa cosa banalissima  non succederà più. Non in questo paese. 

Altri hanno scritto sui giornali e ovunque molto meglio di me quello che sta succedendo. Io lo scrivo da dilettante, ma una dilettante che nella scuola ci ha vissuto praticamente da sempre, dall’asilo all’università e poi subito un concorso e di nuovo a scuola, una che comunque lo ama e lo conosce, questo mondo che dal di fuori non sembra mai davvero quello che è. Una che , forse, dovendo organizzare i servizi e il personale e gestire le risorse e confrontarsi molto spesso anche con gli aspetti didattici per coordinarli e armonizzarli con quelli amministrativi, ha una visione molto ampia di quello che succede dentro una scuola pubblica . E adesso, pensare a quello che succederà dal prossimo settembre, se questo decreto verrà approvato dal Parlamento ( e come, no?) mi indigna e mi ferisce profondamente. Come persona, prima di tutto. Come cittadina di questo paese, che , non essendo in grado di gestire il presente, guarda al passato e fa un salto indietro di quarant’anni e forse più. Da settembre si torna all’insegnante unico, basta con gli insegnanti che si alternano per ambiti disciplinari, basta con l’insegnante di inglese anche nella scuola primaria, basta con i tempi pieni e con quelli prolungati, basta con i pomeriggi a scuola anche per le scuole dell’infanzia, a mezzogiorno tutti a casa, i ragazzi, perchè stare a scuola fa male.E bisognerà arrivare nel giro di poco a 33 alunni per classe e 29 se ci sono degli alunni svantaggiati. Per loro, poi un insegnante per quattro cinque, cioè tornare alle classi differenziali. E i mediatori culturali? basta, gli stranieri, gli extracomunitari si dovranno arrangiare.Lascio perdere l’aspetto occupazionale di questa infima faccenda (150.000 insegnanti a spasso) e non perchè non sia importante…ma quello che mi fa star male di più è pensare che così alla scuola pubblica ci andranno solo i disperati, quelli che proprio o così o niente. Gli altri potranno scegliere. E noi torneremo a vivere in un paese che non fa nemmeno più finta di offrire le stesse opportunità a tutti. Torneremo a vivere in un paese in cui solo il figlio del medico potrà pensare di fare, domani, il medico. Ma quello che più mi ferisce, se mi fermo a pensarci (cerco di farlo il meno possibile, lo vedete da questo blog cazzaro) è il popolo plaudente davanti a questo sfascio.

Ciao.

10104311apaul-newman-posters1.jpg          Mi piace ricordarti così.

Buonanotte, amici.

Perchè?

ie2950611.jpgPerchè continuo a comprare scarpe? E’ una malattia?

E dove potrò mai metterle, tutte queste scarpe, se continuo così?        

                                                                                                                            ie089-3551.jpg                                                                       

A Parma.

Ieri ho dato un calcio al lavoro e, considerato che in queste ultime settimane ho distrutto qualunque record di presenza in ufficio e ormai mi sento una  vera belva, ho colto l’occasione che mi hanno offerto un paio di amici affettuosi e, malinconia o no, me ne sono andata a Parma, a vedere la bellissima mostra del Correggio. E così abbiamo gironzolato tutto il giorno per la Cattedrale, la Galleria nazionale,il Monastero di San Giovanni…una meraviglia per gli occhi e un po’ di cibo per l’anima. Son tornata a casa un po’ più serena, un po’ più in pace con me stessa, quasi riconciliata con quello che mi circonda. Vedere quanta bellezza noi umani siamo in grado di regalare al mondo, quasi per gridare un grazie ,ha spazzato via quel senso di inutilità sciocco che mi girava in testa. Adesso torno ai miei armadi, ho dedicato tutta la giornata a questa orribile cosa che odio fare, ma avevo l’umore giusto, come se dentro sentissi una musica .cupolasangiovanni1.jpg

Malinconia.

Malinconia, niente altro che malinconia,in questi giorni.  E quella brutta sensazione di fallimento, di impotenza, di inquietudine, di essere sola in mezzo a mille altri, come mille altri.

                                                                                                            solitudine1.jpg

P.S.

Sia chiaro che non era una difesa di questo abominevole governo italiano.

Ah, il Vaticano!!!!

Ma guarda guarda….il Vaticano accusa “l’Italia tradisce i diritti umani…..il governo italiano gioca al ribasso sugli extracomunitari..”

Sarà che sono particolarmente stanca, nervosa, svogliata e depressa, e adesso anche incazzata, ma questi farisei del Vaticano non li sopporto più. Che almeno abbiano il buon gusto di tenere il becco chiuso, proprio loro, che della carità cristiana se ne fanno un baffo, anzi due.

Falsi e bugiardi, sepolcri imbiancati, ipocriti disgustosi, voi che avete la verità in tasca, che odiate i diversi, che non avete tolleranza e pietas verso niente e nessuno , che non usate comprensione e rispetto  tranne che per il vostro immenso potere , che fomentate e suggerite e trafficate nel buio dei vostri corridoi profumati di cera e d’incenso, tacete, una buona volta, sputasentenze dall’anello d’oro. E vergognatevi, perchè  questa mancanza di rispetto verso i diritti umani avete contribuito anche voi a farla crescere e mettere radici nel cuore della gente.

Pensierino della sera.

 Non so se è facile capire perchè adesso questa canzone. 

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E ,comunque sia, Francesco, sei da sempre la colonna sonora della mia vita.

Buonanotte.

Quasi ubriaca.

In omaggio  (?) alle tabelle che da oggi ( o domani? non so) sono nei bar, sono tornata a casa praticamente brilla, dopo un margarita esagerato con i soliti quattro gatti (D.compresa) , bevuto di martedì, giornata di solito non destinata ai beveraggi, ma non per questo meno adatta,  bevuto per augurare alla nostra amica una soluzione serena dei suoi guai ( coccoina docet!!!!). E così , il mio strappo settimanale al “regime alimentare corretto” l’ho già consumato e per almeno otto  giorni non se ne parla più. Tornando a casa, continuavo a chiedermi se l’alcool ingurgitato ( non li sa fare i margarita questo barista, inutile, ha la mano pesante) era pari a quello consentito per il mio peso attuale, e credo di no, perchè ancora adesso mi sento un po’ alticcia e leggermente confusa….comunque meno di tanta altra gente che si finge normale e poi , un bel giorno, ne fa fuori undici ,così, come niente fosse.

Un po’ di sole,

ma poco poco, io qui, al secondo caffè perchè ho dormito quasi nulla e il lavoro impazza. Da segnalare, le streghe sono migliorate tantissimo, sembrano quasi delle donne, e sorridono anche. Meno male, perchè qualche sorriso aiuta. Vi posto una bella foto, per farmi un po’ perdonare le malinconie.                       

                                                          89451397itlraswd1.jpg

Questa particolare sera….

…ho molto freddo e non so se perchè è freddo davvero o se il mio stato d’animo gela tutto fuori e dentro di me. Ho parlato con D., e non ho trovato molte parole da dirle. Mi ha spiegato che ci sono molte piccole lesioni superficiali, e quindi il quadro clinico è ottimistico esattamente come prima, però è meglio asportare….le hanno assicurato che contemporaneamente ricostruiranno, ma il trauma non è meno pesante per questo.

Scusatemi se racconto questa cosa, ma il mio blog è , per me, un diario. E sono così ….così arrabbiata, credetemi. E vorrei consolare D.che sospira e tace invece di piangere e comunque…questa è la vita, succede a tutti, prima o poi, e bisogna farci i conti.  In questo, io rimango ancora profondamente immatura, perchè in me prevale sempre la ribellione, la rabbia. Eppure lo so che la vita è anche sofferenza e dolore, ci sono passata, ma non cambia il mio atteggiamento rabbioso davanti a certe cose. Con questo, non ci riesco proprio a fare i conti.

E adesso basta intristirvi con le brutte notizie. Voi, amici di blog, abbiate pazienza e saltate a piè pari la pagina che porta la data di oggi. Non vale la pena leggerla, ognuno di noi ha i suoi dolori e le sue tristezze e tutti conosciamo , in qualche modo, la sofferenza di una perdita, lo straniamento di una malattia….è meglio evitare di farsi male da soli.

NO.

No, le notizie relative alla salute di D. non sono buone. Dovrà sottoporsi all’asportazione del seno. Io…non trovo altro da dire, adesso.

Tristezze di fine stagione.

Domani la mia amica D. dovrebbe sapere l’esito di tutti gli esami che ha fatto in questi giorni…e da questo esito dipenderanno le cure che dovrà fare….ecco, poi, alla fin fine, la vera tristezza di questo  fine stagione è questa, essere ancora qui a sperare che tutto vada bene, non avere nessuna certezza….e intanto fuori piove.

I miei costumi mi guardano malinconicamente  dal fondo dell’armadio e io non ho alcuna voglia di cominciare a sbaraccare il teatrino estivo, e non soltanto per la fatica che devo fare, ma sopratutto perchè devo voltare un’altra pagina della mia vita e non so cosa ci sarà scritto su quella che viene dopo, e, ancor peggio, non so ancora cosa ci scriverò io.

Intanto me ne sto qui, a incrociare le dita per D. e a guardare la pioggia . Da sola.

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  BUONANOTTE.                                                                                                                            

Ma che mare e mare…non ne azzecco una neanche per sbaglio!

Altro che giretto al mare…..pioggia autunnale e fredda, e così è finita con un tè da vecchietti da Gemmi. Naturalmente per me niente pasticcini perchè ho davanti ancora dieci giorni di “regime alimentare corretto”…….

………ho dato un’occhiata al giornale e la persona normale che vive in me ( ben nascosta) si è rifiutata di metabolizzare il tutto, ciò nonostante la rabbia per il pirata della strada seriale che ne ha fatti fuori sei, il casino di Alitalia, i morti ammmazzati del Pakistan, i tredicimila bambini avvelenati dal latte in Cina ( ma c’è qualcosa di non avvelenato in Cina?) e tutto il resto mi hanno ammorbato la giornata. Ah, dimenticavo, ieri sera ho fatto l’errore di andare al cinema a vedere ” Un giorno perfetto”. Ne sono uscita incavolata con me stessa perchè , a suo tempo, avevo letto il romanzo di Melania Mazzucco e l’avevo trovato molto bello. Il film ne ha distrutto il ricordo, perchè, in qualche modo, ha banalizzato la storia, riducendola alla solita faccenda dell’uomo troppo fragile per accettare un rifiuto , storia che ricorre abbastanza frequentemente in cronaca nera. In realtà ho sempre pensato che non bisognerebbe mai andare a vedere i film tratti da romanzi che si è letto, è sempre deludente. Stavolta, devo dire, più del solito. Ben mi sta.

                                                                                                          

E’ domenica!!!!!

Finalmente domenica, un po’ di sole, l’aria ormai fresca…….in programma  una passeggiata al mare, in versione autunnale e intanto un buon caffè e un libro, lasciando perdere tutto quel che avrei da fare in casa. Una vera fannullona.

                                                                                                                                                 

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No,eh,

questa ve la devo dire, prima della nanna…il mio oroscopo su vanity fair…….  ” omissis…. le svastiche che solitamente vi brillano nelle pupille…….omissis.”……….eh dai, ma vi pare? Coccoina, cavaliere senza macchia e senza paura, provvedi!!!!Questa è un’insinuazione bella e buona!!!!

Contrariamente…

…alle mie abitudini, stasera vorrei andarmene a dormire presto, tanto sono suonata come una campana…solo una cosa, però, che ne dite di Uolter che chiama gli altri dilettanti? Io …….uahuahuah…..(risata sguaiata).

Tardi.

Troppo, troppo tardi per scrivere una qualunque cosa di senso compiuto, per cui vi posto questa stanca buonanotte. Incresciosa , violenta lite tra due amiche di sempre, ed io nel mezzo, con una lunga coda di una visita a casa  di una delle due amiche in questione, visita che si è protratta fino allo sfinimento ( mio) e una lunga telefonata dell’altra amica ( che ha preceduto la visita).Tanto per impedirmi nel modo più assolutodi prendere un po’ di respiro, dopo il fattaccio avvenuto intorno alle otto di sera, davanti a due margarita (per loro) e a un succo di pompelmo (sic) per me. Perciò adesso mi trascinerò a letto, un po’ turbata ma talmente stanca che se anche stanotte decidessero di avvisarmi che se le stanno dando di santa ragione non muoverei un dito per impedirlo, anzi cercherei velocemente qualcuno da mandare a rincarare la dose e prenderle tutt’e due a legnate e poi mi girerei sospirando nel letto sperando di riaddormentarmi come un sasso.

Egoista? No, qui è questione di sopravvivenza, cari miei.

Buonanotte.

Il tempo.

Non è poi l’autunno a mettermi tristezza, anzi, è una stagione così dolce  che la sua naturale malinconia mi scalda e mi sorride, è il passare inarrestabile del tempo che mi intristisce un po’, è la paura di sprecarlo, sempre e comunque, questo tempo, a farmi tremare il cuore…e così, ogni stagione che finisce, rinnova in me quel timore, quella sottile angoscia di perdermi la vita senza neanche accorgermene.

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