Perdere è una questione di metodo

Confusa.

Non riesco a definirmi in altro modo che questo, stasera. Mi  accorgo di non sapere nulla di me, di quello che sono diventata, di quello che vorrei essere…Tra qualche giorno tornerò a trovare mia madre, nella città in cui sono nata e che ho lasciato troppo giovane per averci degli amici o degli interessi qualsiasi. In più, da quando papà è morto ci vado davvero malvolentieri.  Mia madre è una donna poco affettuosa, un po’ egoista. Non mi ha mai guardata davvero, da quando sono diventata adulta. Non mi ha mai chiesto davvero “come stai?”…quando sono laggiù mi sento davvero fuori posto . Non mi piace il loro modo di vivere, il caos di una città che avrebbe potuto essere bella, la reale freddezza dei miei parenti nascosta dietro un’apparente ospitalità. La  freddezza di chi non ti vede anche se ti guarda,  di chi non ti chiede nulla di te, dei tuoi sogni, dei tuoi dispiaceri delle tue delusioni o delle tue gioie. E’ anche per questo che mi pesa tanto andarci, e i miei soggiorni sono brevi e ripartire è un sollievo e una fuga .Ma in queste giornate in cui sto ripensando la mia vita, in cui so che devo rivoltarla di nuovo come un calzino, mi viene da chiedermi come sarebbe stata, la mia vita , se fossi rimasta là dove sono nata. Migliore? Peggiore? chissà. Avrei fatto gli stessi errori?  Mi sentirei ,come stasera, confusa e sola?

A volte, quando sono lì vorrei prendere mia madre per un braccio e scuoterla, dille GUARDAMI, guardami davvero, per una volta. Dire agli altri, sapete, io esisto anche al di fuori di questa settimana, al di fuori di qui, al di fuori di voi. Invece abbozzo, sorrido, m’informo. Cerco di entrare nella loro vita, di condividere qualcosa, ma non c’è verso.

Ma stasera mi chiedo anche chi sono qui, per chi esisto qui, in questa terra che amo profondamente, chi sono per quelli che ho intorno…almeno per loro, esisto davvero?  loro mi vedono davvero? Chissà .

E’ una sera buia e senza un briciolo di stelle, ma buonanotte lo stesso.

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Commenti su: "Confusa." (10)

  1. Si guardano gli altri quando si cerca se stessi. Buon “ritrovamento”…:-)

  2. Benvenuta nel club dei confusi… grazie per il suggerimento, prima o poi andrò anche alle cinque terre… Buona giornata 🙂

  3. non ti conosco, ma ogni mattina insieme al mio, apro il tuo blog, per scoprire qualcosa di te, per vedere se sei allegra o triste, se posso fare qualcosa per te dicendoti delle cose che possano farti stare meglio! ho scoperto che anche questo è un modo per socializzare. non lo avrei mai pensato! quante cose si fanno che neanche si immaginava di poterle o volerle fare!(come vedi esisti anche per chi non conosci) La mia vita non è migliore della tua, sto faticosamente risalendo una china in cui ero precipitata di colpo, in un momento! senza accorgrrmi che un’ alra china profonda e insidiosa la stavo già scendendo in modo più lento, ma sempre discesa era. Ora la china lenta è lontana e sono risalita quasi completamente, ma il baratro improvviso lo sto faticosamente abbandonando, e tutto con le sole mie forze. Mi accontento di quelle poche parole di conforto che ogni tanto vengono da qualche amica o parente a cui però non mi sento di raccontare tutto, nessuno ti chiede: “parlane con me” perchè spesso con questa semplice offerta dovrebbero mettere in discussioni alcuni loro comportamenti che hanno influito sulla mia vita e pagare qualche conto che le mie lamentele, le mie ansie e la mia depressione (da cui sto uscendo) potrebbero presentare. Allora su con il morale una settimana passa in fretta e se posso darti un consiglio lo faccio con una massima che non so se ha detto qualcuna o è mia (tante volte me la sono ripetuta!) “non pretendere dagli altri quello che non possono o non vogliono darti e accontentati di quello che possono o vogliono darti”. ciao e buona giornata!

  4. fiorella, sapessi che gioia mi ha dato leggere questo commento!!grazie, hai dato alla mia giornata un’allegria che di sicuro non aveva. Grazie, sapere che qualcuno mi legge ogni mattina mi fa sentire in qualche modo più contenta, meno sola. In fondo in questo blog ci sono i pensieri veri, quelli che ogni giorno nascondo dietro un sorriso e ,leggere in risposta a questi pensieri che tengo sepolti dentro di me, le tue parole piene di sensibilità ,mi fa immensamente piacere.

  5. “A volte, quando sono lì vorrei prendere mia madre per un braccio e scuoterla, dille GUARDAMI, guardami davvero, per una volta. Dire agli altri, sapete, io esisto anche al di fuori di questa settimana, al di fuori di qui, al di fuori di voi. Invece abbozzo, sorrido, m’informo. Cerco di entrare nella loro vita, di condividere qualcosa, ma non c’è verso.”

    Dovresti farlo, invece, dovresti fare questo tentativo con tutte le tue forze. Ora ne hai ancora la possibilità, hai il modo per cercare di conoscere e farti conoscere da una persona che non ha eguali al mondo nell’economia della tua esistenza, nel bene e nel male. Il rapporto con tua madre, con tuo padre, è una porta stretta che tocca a tutti attraversare. Tua madre è le tue radici, tu discendi da lei, ciò che sei oggi è determinato in gran parte anche da lei. Il fatto stesso che tu avverta l’esigenza di affrontarla , anche in modo fisico, per parlarle, dovrebbe farti capire, a mio parere, che tu hai bisogno di farlo, fosse anche per prendere le distanza da un modo di essere che non condividi. Io penso che tu non possa portarti dentro per sempre questo rapporto non risolto e che un giorno potrebbe addirittura portarti rimorso.
    Tu stessa dici: “Ma in queste giornate in cui sto ripensando la mia vita, in cui so che devo rivoltarla di nuovo come un calzino, mi viene da chiedermi come sarebbe stata, la mia vita , se fossi rimasta là dove sono nata. Migliore? Peggiore? chissà. Avrei fatto gli stessi errori? Mi sentirei ,come stasera, confusa e sola?”
    Sono le stesse cose che ti chiederai a proposito di tua madre, come ti saresti sentita conoscendola meglio e sopratutto facendoti conoscere come interiormente sei.
    Mi sono permesso di dirti queste cose perchè anche mia madre è sempre stata, in gioventù, una persona molto parca di sentimenti , non so se perchè a sua volta deprivata d’affetti o se caratterialmente incapace di gesti d’amore. Sapessi quante volte ho desiderato una carezza anche in età matura.Ora che è ridiventata bambina perchè afflitta da una malattia neurovegetativa giochiamo a ruoli invertiti. Lei sollecita le mie carezze e mi riempie di baci, mostrando forse la sua anima sopoglia da inibizioni educative, ed io , a volte, mi sento assalito da un pudore antico e mi distacco pur se sento un sentimento d’amore e tenerezza che mi sovrasta. Ed allora avverto un grande rimpianto per tutto il tempo perduto.

  6. waho, ci sono riuscita a tirati un po’ su!

  7. grazie,fiorella,davvero.
    per gufoazzurro…il tuo post merita una risposta approfondita e adesso non ho molto tempo, a stasera. Ciao e grazie anche a te.

  8. vedi,gufoazzurro, ci ho già provato tante volte. Mia madre non riesce assolutamente a capire le mie richieste, è fatta così, si comporta così nei confronti di tutto il mondo, è completamente ripiegata su se stessa….penso al rapporto che ho con mia figlia, spesso conflittuale, ma comunque meraviglioso, perchè so di averle dato una certezza, fosse solo una, e cioè che può contare su di me, sempre, finchè avrò vita. Io questa certezza non l’ho mai avuta, semmai il contrario.Lei viene sempre prima, sempre. E so bene che quello che sono io oggi lo devo anche a lei, perchè è da lì che vengo, ed è proprio per questo che le distanze le ho prese, solo da qualche anno, a dire il vero, perchè non ce la facevo più a vivere con questo sasso sul cuore.A volte ne parlo, come ieri,ma solo perchè doverosamente tra due giorni andrò a trovarla…per il resto, mi sarebbe piaciuto che tutto fosse diverso, ma non lo è mai stato, nè lo sarà mai. E i miei sforzi sono già finiti. Rimane il rimpianto, quello sì, ma va accettato….è una delle cose che non posso cambiare e da qualche parte, dentro di me, ho trovato la forza di prenderne atto. Parlarme ora è un fatto contingente e non nego che comunque mi faccia male. Ma è una realtà.

  9. Ehi Rap, mi sembra di vedere la mia di mamma…mi sembra di esserti sorella. Mia madre è come la tua, egoista, sa dire solo Io Io IO, non VEDE gli altri neanche figli e nipoti, ha fatto cose che una mamma non avrebbe mai dovuto fare, ora sono cinque anni che non la vedo, anche io le avevo provate tutte, scuoterla? Curarla? Cercarla? Viziarla? Chiederle amore in mille modi? Neanche quando è diventata nonna è riuscita a cambiare, niente…E quante altre cose? Tutto ciò che una figlia può fare per avere l’amore di sua mamma, niente…ci sono stata malissimo, sono finita in analisi, questa cosa ha segnato tutta la mia vita, ma evidentemente, è ereditaria (mia mamma con mia nonna, una catastrofe), anche se io, come te, con i miei figli ho un rapporto, magari giustamente conflittuale, ma fantastico e apertissimo!
    Sono cinque anni che non la vedo e non per colpa mia, ora però che la sua vita volge al termine, e lei sta a 700 chilometri dal luogo dove ha sempre vissuto, andrò a trovarla, forse è solo adesso che ci ritroveremo. Perciò ti posso capire. Sai, gli amici ce li scegliamo, i genitori no, loro come del resto i fgili, ci capitano e dobbiamo sapere accettarli così come sono. Ci ho messo 47 anni a capirlo…meglio tardi che mai. Un bacio. Manu

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